Dalila
(Gdc. 16, 4-21)
 
 
olio su tela - cm 80x100
 

Sansone, il grande nemico dei Filistei che dalla madre era stato consacrato a Dio, si innamorò perdutamente di una donna filistea della valle di Sorek che si chiamava Dalila. Ciò era male agli occhi del Signore. I capi dei Filistei che spiavano Sansone per carpirgli il segreto della sua immensa forza, andarono da Dalila e le dissero: "Seducilo! E vedi da dove proviene la sua forza così grande; ti daremo mille e cento sicli d'argento se lo scoprirai". Dopo diversi e vani tentativi l'arte e l'astuzia femminile di Dalila prevalsero e Sansone svelò il segreto. Essa lo addormentò sulle sue ginocchia e fece radere le sette trecce dal capo di Sansone che perse così la sua forza, perchè il Signore si era da lui ritirato. I Filistei allora lo presero, gli cavarono gli occhi e lo legarono alla macina. Dalila, l'ostessa della valle di Sorek finì dimenticata da tutti.

 
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