Tamar
(Genesi 38, 6)
 
 
olio su tela - cm 60x80
 

Giuda figlio di Giacobbe prese Tamar come moglie per suo figlio: Er. Er morì e secondo la legge del "levirato" il cognato: Onan dovette sposare Tamar per dare una discendenza al fratello morto. Ma Onan, ogni qualvota si univa a Tamar, disperdeva il suo seme per terra, per non lasciarla incinta. Così anche Onan morì. Il suocero Giuda, per paura, non volle dare a Tamar anche il figlio Sela e la mandò via da casa con la scusa che Sela era troppo giovane. Quando anche Giuda rimase vedovo, Tamar tese un inganno al suocero sulla strada del mercato di Timma. Si vestì da prostituta, con il velo sul viso, e si offrì al suocero Giuda che consegnò a Tamar come pegno della prestazione, in attesa del dovuto capretto, il suo sigillo, il cordone, e il suo bastone. Tamar rimase incinta e fu accusata di prostituzione dallo stesso Giuda che non aveva riconosciuto, durante l'unione, la moglie del figlio. Tamar doveva essere bruciata per essersi unita fuori dalla famiglia. Ma Tamar mostrò i pegni dell'uomo che l'aveva lasciata incinta. Giuda li riconobbe e disse: "Essa è più corretta di me, e si è comportata in questo modo perchè non l'ho data in sposa a mio figlio Sela". Tamar partorì due gemelli e così fu assicurata la discendenza del primo marito. Il comportamento di Tamar è stato considerato cosa giusta.

 
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