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Giuda
figlio di Giacobbe prese Tamar come moglie per suo figlio:
Er. Er morì e secondo la legge del "levirato"
il cognato: Onan dovette sposare Tamar per dare una discendenza
al fratello morto. Ma Onan, ogni qualvota si univa a Tamar,
disperdeva il suo seme per terra, per non lasciarla incinta.
Così anche Onan morì. Il suocero Giuda, per
paura, non volle dare a Tamar anche il figlio Sela e la mandò
via da casa con la scusa che Sela era troppo giovane. Quando
anche Giuda rimase vedovo, Tamar tese un inganno al suocero
sulla strada del mercato di Timma. Si vestì da prostituta,
con il velo sul viso, e si offrì al suocero Giuda che
consegnò a Tamar come pegno della prestazione, in attesa
del dovuto capretto, il suo sigillo, il cordone, e il suo
bastone. Tamar rimase incinta e fu accusata di prostituzione
dallo stesso Giuda che non aveva riconosciuto, durante l'unione,
la moglie del figlio. Tamar doveva essere bruciata per essersi
unita fuori dalla famiglia. Ma Tamar mostrò i pegni
dell'uomo che l'aveva lasciata incinta. Giuda li riconobbe
e disse: "Essa è più corretta di me, e
si è comportata in questo modo perchè non l'ho
data in sposa a mio figlio Sela". Tamar partorì
due gemelli e così fu assicurata la discendenza del
primo marito. Il comportamento di Tamar è stato considerato
cosa giusta.
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