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Giuseppe,
figlio di Giacobbe e Rachele, era in Egitto al servizio del
Ministro del Faraone, Putifarre. La moglie del padrone gettò
gli occhi su Giuseppe, giovane e bello, e gli disse "Unisciti
a me". Ma Giuseppe rifiutò perchè era male
agli occhi del Signore e grande torto nei confronti del padrone.
La moglie di Putifarre afferrò Giuseppe per la veste
e ridisse "Unisciti a me". Ma Giuseppe fuggì.
Per vendicarsi la donna disse poi al marito "Tu hai condotto
in casa un ebreo che si è accostato per unirsi a me,
ma io mi sono ribellata e l'ho gridato a gran voce per difendermi".
Il padrone prese Giuseppe e lo mise in prigione dove erano
i carcerati del Faraone. Poi Giuseppe interpretò i
sogni di due carcerati e in seguito quello del Faraone (sette
spighe turgide e sette spighe secche - sette vacche magre
e sette vacche grasse) e divenne il Ministro del Faraone.
Nel dipinto la moglie di Putifarre è "Istar",
dea della fertilità, assieme alla sfinge e Anubi. Il
sole rappresenta il dio Ra nell'Olimpo egizio.
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