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Giuseppe,
figlio di Giacobbe e Rachele, era stato condotto in Egitto
come schiavo e venduto a Putifarre, consigliere del Faraone.
La moglie del padrone pretendeva di unirsi al giovane Giuseppe,
ma quesi rifiutò e venne da lei accusato ingiustamente
presso il marito. Putifarre allora lo fece imprigionare. Fu
liberato solo quando il Faraone lo richiese per interpretare
i suoi sogni, dal momento che lo schiavo era capace di farlo.
Giuseppe riuscì a predire il corso delgi eventi, interpretando
il sogno delle sette spighe iene e delle sette vacche grasse
a cui si succedevano sette spighe vuote e sette vacche magre:
significavano sette anni di abbondanza seguiti da sette anni
di carestia. Il Faraone lo nominò viceré d'Egitto
e gli affidò il compito di gestire quegli eventi. Dopo
alterne vicende, che lo fecero stimato e ricco, rinunciando
alla vendetta, richiamò i fratelli e il padre in Egitto,
dove prosperarono le dodici tribù di Israele.
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