L'icona
è lo specchio di rivelazione divina. Le opere
del maestro Paolo Saetti, artista di fama internazionale
che svolge questa professione con dedizione da cinquant'anni,
ci insegnano a pregare attraverso la contemplazione
delle sue icone: "parola di Dio impressa nei miei
colori". Nel medio Trecento, la pittura veneziana
scopre l'innovazione tramite l'arte di Paolo Veneziano,
che diviene così una figura storica nell'ambito
artistico della città di Venezia. L’itinerario
artistico di Paolo Veneziano oltrepassa la tradizione
pittorica bizantina, rinnovando con forma moderna, cioè
gotica, la tradizione figurativa veneziana. Sulla scia
di Paolo Veneziano il maestro Saetti pur essendo l’unico
nell’interpretazione della iconografia cristiana
ereditata dalla cultura orientale bizantina è
portatore di una innovazione, poiché la traduce
con una lettura anche moderna arricchendola con la teoria
della frangibilità: le sue opere sembrano composte
da preziosi frammenti come in un mosaico dando il senso
della gioia e del dolore: sentimenti che ci aprono ad
un colloquio con Dio. Così tra arte e teologia
le sue icone tentano di svelare la bellezza di Dio alla
luce della verità rivelata. Maria sovrasta l’universo,
Maria è la benedetta, Ella rispecchia l’eterna
Verità, l’infinita bontà e l’increata
bellezza.
Osservando
una sua icona della Madonna notiamo anche la grande
lezione del quattrocento italiano, ma non è un
ritratto di Maria, così come la può immaginare
un artista, bensì il volto della madre di Dio
che personifica messaggi e misteri. Dunque nel suo volto
nulla è reale, corporeo, temporale come il colore
degli occhi, dei capelli ad esempio che si riscontra
nelle Madonne dei maestri occidentali. Si tramanda che
le prime icone della Madonna furono eseguite da S. Luca,
che rispettò perfettamente i lineamenti della
Vergine. Da qui derivano i cinque canoni principali
di icone mariane: la Madre di Dio della tenerezza, colta
al colloquio con il bambino che rivela lla Madre il
Mistero della propria passione e morte. È una
della icone dipinte, da Saetti, secondo la tradizione
di S. Luca. |