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...ICONE CLASSICHE E BIZANTINE
 
 

 

Le icone del maestro Saetti sono realizzate con materiali semplici, ricavati totalmente dalla natura e le tavole di legno, anche antico, sono impreziosite dalla foglia d’oro che rievoca la luce divina. L’oro è l’espressione iconografica che s’innalza più della luce, quindi di Dio.

Differenziandosi anche in questo dalla pittura tradizionale, la sua icona non illumina mai le figure con luce che giunge dall’esterno: la luminosità diviene il soggetto stesso dell’opera, l’immagine spirituale da cui essa deriva, producendo l’effetto brillante di antiche vetrate. Gli elementi architettonici in cui si integrano e presentano le differenti scene sono anche trasparenti e consentono di vedere l’interno. Così l’icona stessa libera rispetto al tempo ed allo spazio, rivela il segno della pura spiritualità. Il canone iconografico di Cristo si ritiene di origine divina: la tradizione afferma che fu Gesù stesso ad inviare un Suo ritratto che si trasformò miracolosamente su un pezzo di tela al re di Emessa. Infatti l’impronte del volto di Cristo sul mandyllion (il velo della “Veronica” che significa “vera immagine”) er secondo la leggenda, la prima icona, o “protòtipo” dipinto senza l’ausilio di mani umane. Questo modello su Mandyllion è l’origine delle icone del Santo Volto di Cristo. Il Cristo viene qui raffigurato come il creatore di tutto ciò che esiste. È il Signore del Cosmo, il “pantokrator”. Il maestro Saetti rappresenta Cristo in pittura con sembianze umane, poiché Egli è apparso sulla terra predicando agli uomini l’amore di Dio e del prossimo e si è fatto uomo, simile a noi tranne che per il peccato.

Allo stesso modo rappresenta il Padre Eterno come un vegliardo, perché è così che lo vide Daniele. Saetti raffigura i lineamenti delicati della Santa Vergine e dei santi come S. Rita e S. Antonio da Padova e li veneriamo con rispetto per elevare ad essi le nostre anime. Quindi tali rappresentazioni in dipinto non sono Cristo o la Santa Vergine, ma quando facciamo l’atto di devozione ad un’icona, rivolgiamo l’omaggio al modello, poiché non adoriamo i colori e l’arte, ma il tipo di Cristo, la persona reale di Cristo che è nei cieli.

 
 

 

Nella pittura del maestro Saetti risalta l’immediatezza della pennellata, ma anche il disegno spontaneo in cui si evidenzia l’armonia dei colori in un’atmosfera trasparente che deriva dal patrimonio culturale dlla storia veneta. Saetti continua ed innova la grande tradizione della pittura veneta che ha determinato sino ai tempi odierni una importante svolta nell’arte. Studioso della Bibbia rappresenta da anni l’antico e sempre affascinante tema de “Le donne della Bibbia” svelando la complessità dell’animo femminile. La scrittura di tali opere d’arte rappresentano il risultato di una lunga ricerca di esperienze paleografiche che si orientano all’arte medievale, alla concezione classico-formale dell’espressione rinascimentale fino a raffigurare i dettami simbolici del linguaggio contemporaneo. Nelle suggestioni ed atmosfere sognanti tra luce ed oscurità le giovani donne sono delicate, posseggono la dolcezza classica ed i lineamenti dei loro volti appaiono quasi irreali. La parte fondamentale ed ideale corrisponde ai grandi occhi, dal cui sguardo sprigionano un’espressione di calma e serenità, di distacco dalla realtà terrena e di misticismo. In questa atmosfera del mondo bizantino emerge l’armonia delle figure nei volti, nei gesti e negli sguardi che determinano un rapporto di comunicazione con l’osservatore. Eva, la progenitrice, sembra danzare nel giardino dell’Eden inconscia de essere la causa dei mali del mondo. Eva ci rimanda alla creazione dell’uomo, ai primi conflittuali legami dell’uomo conil suo Creatore, al nostro misterioso allontanamento da Dio ed al suo misericordioso disegno di salvezza. In contrapposizione “Maria” la Madre che conserva in cuore e che rivela all’umanità i misteri dell’unico e trino Signore.

Il maestro Saetti con queste figure antiche e pur sempre contemporanee, raffigura e racconta la storia delle donne della Bibbia che si rivolge all’uomo poiché il dinamismo delle figure nei gesti, nel colore vivo e nella intensità rappresentativa crea l’impressione che i personaggi giungano per incontrarlo. Le sue icone esprimono quella bellezza spirituale che richiama gli animi di coloro che, sempre più numerosi amano e sanno ammirare quest’arte che nella sua atmosfera silente e mistica ci apre un orizzonte sull’infinito.

 

 
  Carla d’Aquino.  
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