È nato a Trento il 12 luglio
1926. Negli anni primaverili, fino al 1956, ha operato
a Venezia, a Ca' Giustinian, nell’ambito della
pubblica cultura, ove, tra l'altro, si dilettava ritrarre
la palladiana chiesa di S. Giorgio e la seicentesca
S. Moisè, prima di approdare a Padova verso la
fine degli anni cinquanta.
In
terra lagunare ha frequentato l’Accademia E. Tito
e la “Marciana”, diplomandosi poi, anche
in paleografia gotico-latina.
Ha insegnato per oltre un decennio nella Scuola d’arte
N. Ticozzi di Mestre, assieme ad Alberto Viani e sotto
la guida del suo maestro Urbani de Gheltof Giuseppe,
che lo ha introdotto nel mondo fantastico della “frangibilità”,
consolidando le sue basi pittoriche e la sua poesia
del dipingere. Con il “frangere” l’opera
assume il significato di “rompere” oppure
di “ricostruire” col preciso riferimento
al "dolore" o alla "gioia" e quindi
all’eterno mistero del divenire della vita.
Ha sempre abbinato la sua attività artistica
all’attività istituzionale organizzativa
delle annuali mostre d'arte Sacra, con Breddo, Semenzato,
Perocco e con Bruno Saetti nella rassegna nazionale
dell'incisione (1963), del disegno originale ed internazionale
“ex libris” (1966). Con Federico Viscidi
e Lucio Grossato effettua la mostra su Marino Urbani
(1971) e Andrea Urbani (1972), mentre con l'U.C.A.I.
espone in Giappone.
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