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LE DONNE DELLA BIBBIA
 
 

Il tema antico e sempre affascinante de Le donne della Bibbia rappresenta per il maestro Paolo Saetti una costante ricerca sull'animo femminile. E la singolarità di questo impegno sta nel fatto che, di anno in anno, la galleria di questi personaggi si arricchisce di sempre nuove figure.

Il percorso si snoda attraverso i caratteri, le scelte, i destini delle singole personalità insite nelle figure di Eva, Rebecca, Betsabea, Ruth, per citarne qualcuna, viste attraverso l'occhio attento di un autore contemporaneo fortemente suggestionato dalla storia dell'arte.

Le singole interpretazioni offrono un ampio spettro di esperienze che si ispirano all'arte medievale, attraverso la concezione classico-formale dell'espressione rinascimentale, fino a raggiungere i dettami concettuali e simbolici del linguaggio contemporaneo e poi allo spessore problematico che si proietta fortemente nel futuro.

Il carattere compositivo delle immagini conferisce ai personaggi femminili un significato realmente conoscitivo, come se Saetti effettuasse un atto di conoscenza psicologica del tema trattato. Le donne della Bibbia sono spesso portate in primissimo piano, quasi presenze vere, tangibili, reali; lo sfondo invece allude a una trascendenza di memoria bizantina, si perde nel tempo e nello spazio, fonde in sé memorie e tensioni ancestrali.

 
La madre dell'Emmanuele

Eva

Sara e Isacco
Agar e Ismaele
Rebecca
Rachele e Lia
La moglie di Putifarre (sotto le spoglie della dea Istar)
La moglie di Putifarre
Zippora moglie di Mosè e le sorelle
Debora e Giaele
Ruth
Abigail
Betsabea
Abisag la Sunammita
La Regina di Saba
Giuditta
Anna madre di Samuele
Gomer la sposa infedele di Osea
Sara e Tobia
Ester
Susanna
Dalila
Le figlie di Lot
La figlia di Jefte
Miriam: Maria sorella di Aronne e Mosè
Maria:chiamata ed è la madre di Dio
La figlia di Erodiade
Iochebed madre di Mosè
Cantico dei Cantici
Mikal
I miracoli di Eliseo
La sunammita
Gezabele
Athalia
Ioas
Raab
Tamar
Ruhamat

Nella sottile fusione tra spazio e tempo, il pittore coglie le pose sinuose, i gesti calibrati, la bellezza sfuggente dei volti, sovente immersi in un clima di attesa, con sugestioni e atmosfere sognanti legate alla luce e all'oscurità che le figure mettono in una equilibrata congiunzione formale.

Le giovani fanciulle sono esili ma nascostamente protettive e materne, posseggono la dolcezza classica, il fare gentile di un'immagine colta nella sua freschezza con un ritmo cadenzato e suadente, ma allo stesso tempo colpiscono per la loro incisività caratteriale.

Due esempi significativi sono dati da "Eva", la progenitrice, che sembra danzare nel giardino dell'Eden inconsapevole di essere la causa dei mali del mondo. E poi "Maria", giovane e affascinante, forse inconsapevole del suo enorme compito nella storia del cristiansimo, che umilmente si pone in un rapporto poetico e spontaneo con l'evento della maternità.

Gabriella Niero

   
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