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Soprattutto
l'umanità
Se
sul Saetti-pittore, pur essendosi da poco aperto il
discorso, già molto e bene è stato scritto,
sul Saetti-poeta le prime righe critiche appaiono in
questo volume, “La vita pulsante”, perché
solo ora egli, cedendo a sollecitazioni e incoraggiamenti
amichevoli, ci offre modo di apprezzare questa sua inattesa
collaterale dimensione artistica.
Certamente, l'immagine su questa inedita dimensione
di Saetti-pittore, ci riconduce alla riscoperta del
Saetti-uomo, osservato in tutta la sua aderenza ai valori
umani, in tutta la sua esemplare coerenza di artista
fertilissimo e versatile per genialità di produzione,
ma saldamente legato alle sue voci interiori, imperative
e incessanti, che guidano ogni sua manifestazione o
comportamento, nella vita o nell'arte, dato che in esse
egli crede d'istinto e in esse si confronta.
Per quanto aperta alla speranza, la finissima amarezza
che affiora dai suoi versi - mai indulgenti all'elegante
ma sterile divagazione figurativa, ovviamente per innato
positivismo e non per insufficienza di respiro - dice,
prima di tutto, quanto sia essenziale la sua percezione
nella ricerca del giusto linguaggio, sia espresso con
la penna o col pennello; e ciò perché
tale ricerca è intesa e condotta come verifica
della validità del “mezzo” con cui
si manifesta la sua capacità creativa, rispetto
al rigoroso ordinamento dato ai propri principi e convinzioni,
quasi fosse impegnata a dimostrarne la fondatezza, affinché
ne tragga l'artista un senso di rigenerazione spirituale
ove attingere nuova, stimolante verità.
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