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Pittura
pulita, sincera, calda, sfumatamente impressionistica
quella di Paolo Saetti. Ne emergono fatti cromatici
prevalenti sul tratto pur esperimentato, poiché
la scelta è costantemente guidata da ardenti
motivazioni interiori sorrette equamente dal fattore
estetico, dall'intuizione interpretativa dai quali
scaturisce la personalissima tecnica che fa vibrare
la luce e i toni mediante rapidi contrasti. I
fiori frequenti nella produzione, con le quiete,
infinite modulazioni delle loro tinte, ne sono
conferma.
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Soprattutto
l'umanità
Se
sul Saetti-pittore, pur essendosi da poco aperto
il discorso, già molto e bene è
stato scritto, sul Saetti-poeta le prime righe
critiche appaiono in questo volume, “La
vita pulsante”, perché solo ora egli,
cedendo a sollecitazioni e incoraggiamenti amichevoli,
ci offre modo di apprezzare questa sua inattesa
collaterale dimensione artistica.
Certamente, l'immagine su questa inedita dimensione
di Saetti-pittore, ci riconduce alla riscoperta
del Saetti-uomo, osservato in tutta la sua aderenza
ai valori umani, in tutta la sua esemplare coerenza
di artista fertilissimo e versatile per genialità
di produzione, ma saldamente legato alle sue voci
interiori, imperative e incessanti, che guidano
ogni sua manifestazione o comportamento, nella
vita o nell'arte, dato che in esse egli crede
d'istinto e in esse si confronta.
Per quanto aperta alla speranza, la finissima
amarezza che affiora dai suoi versi - mai indulgenti
all'elegante ma sterile divagazione figurativa,
ovviamente per innato positivismo e non per insufficienza
di respiro - dice, prima di tutto, quanto sia
essenziale la sua percezione nella ricerca del
giusto linguaggio, sia espresso con la penna o
col pennello; e ciò perché tale
ricerca è intesa e condotta come verifica
della validità del “mezzo”
con cui si manifesta la sua capacità creativa,
rispetto al rigoroso ordinamento dato ai propri
principi e convinzioni, quasi fosse impegnata
a dimostrarne la fondatezza, affinché ne
tragga l'artista un senso di rigenerazione spirituale
ove attingere nuova, stimolante verità.
E
questo, forse, depone conclusivamente sulla vibrante
umanità di Saetti la cui emotività
è sovente vulnerata e sopraffatta dal mistero
della vita col suo fluire “pulsante”
e predestinato. La stessa vita impetuosa e impietosa
che per lui scorre “pulsante” anche
di sopraterreno e d'ineluttabile; che alimenta
inesauribili ricordi antichi e struggenti che
si identificano in nomi cari e tenere, sembianze,
ingigantiti, trasfigurati dal rimpianto e ansiosamente
scrutati dalla memoria nella ricorrente evocazione.
La stessa vita davanti alla quale, però,
si sente solo dominato temporaneamente, non vinto;
perché profonda e invulnerabile è
la fede che gli conforta l'anima e illumina la
mente, rendendo mestamente consapevole di quanto
ancora sia necessaria ai figli la sua esistenza,
sopravvissuta atonica all'evento.
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La
calda umanità di Saetti, costituisce il
filo conduttore dell'opera che ci accingiamo a
valutare. Anzi, è l'elemento più
costante del suo modo di essere e vivere, entrambi
misurati, pacati, naturali perché razionalizzati
dal solido pensiero che intuisce la necessaria
continuità di gruppo, oltre la sorte individuale.
Ma, al ricordo di quest'ultima, la sua logica
emotiva si sfuma verso aree di puro spirito ;e
s'interroga inquieto, orientando l'indagine, nel
tempo indiviso e monotono ancora davanti, sul
perché delle cose, come a raffrontare l'episodicità
della vita del semplice uomo, con l'ininterrotta
perenne vita dell'uomo cristiano.
Si può ritenere dimostrato, in Saetti,
che la stupefacente armonia con cui egli integra
distinte vocazioni culturali (da sempre “pulsanti”
nel suo sangue, quali aspetti diversi di una medesima
personalità artistica) non potrebbe mai
essere raggiunta se non vi fosse, con la serietà
d'impegno della sua intima ricerca, anche una
straordinaria, illuminante tensione spirituale
generatrice di grande ricchezza interiore, cui
attingere inesauribile ispirazione in un continuo
magico circolo d'interessi e sollecitazioni intercorrenti
fra l'intelletto e la sua autentica anima, che
vicendevolmente scambiano commoventi alte verità.
Questo volume realizza una scintillante fusione
di momenti creativi irripetibili, nel campo della
grafica e della poesia, di un artista poliedrico
e sincero, vigoroso e umanissimo che offre alla
nostra riflessione molto di più di quanto,
di già eminente e pregevolissimo, colgano
gli occhi o avverta lo spirito. La sua opera,
sicuramente destinata a suscitare lo stesso fervido
caloroso consenso che ha mosso il “Gerione”
all'edizione, l'Azienda di Cura e Soggiorno di
Montegrotto al patrocinio, critici e amici ad
occuparsi della presentazione e a insistere per
la pubblicazione, ci auguriamo preluda ad un ulteriore
prossimo impegno in questa felice direzione.
Poiché il tempo meglio dirà, al
di là del turbamento recato da alcuni pensieri
di questa trasparente raccolta, quanto d'immutabile
e profondamente poetico aleggi nei versi che sa
scrivere Saetti.
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