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RECENSIONI - ALDO DOMINICI
 
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Pittura pulita, sincera, calda, sfumatamente impressionistica quella di Paolo Saetti. Ne emergono fatti cromatici prevalenti sul tratto pur esperimentato, poiché la scelta è costantemente guidata da ardenti motivazioni interiori sorrette equamente dal fattore estetico, dall'intuizione interpretativa dai quali scaturisce la personalissima tecnica che fa vibrare la luce e i toni mediante rapidi contrasti. I fiori frequenti nella produzione, con le quiete, infinite modulazioni delle loro tinte, ne sono conferma.

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Soprattutto l'umanità

Se sul Saetti-pittore, pur essendosi da poco aperto il discorso, già molto e bene è stato scritto, sul Saetti-poeta le prime righe critiche appaiono in questo volume, “La vita pulsante”, perché solo ora egli, cedendo a sollecitazioni e incoraggiamenti amichevoli, ci offre modo di apprezzare questa sua inattesa collaterale dimensione artistica.

Certamente, l'immagine su questa inedita dimensione di Saetti-pittore, ci riconduce alla riscoperta del Saetti-uomo, osservato in tutta la sua aderenza ai valori umani, in tutta la sua esemplare coerenza di artista fertilissimo e versatile per genialità di produzione, ma saldamente legato alle sue voci interiori, imperative e incessanti, che guidano ogni sua manifestazione o comportamento, nella vita o nell'arte, dato che in esse egli crede d'istinto e in esse si confronta.

Per quanto aperta alla speranza, la finissima amarezza che affiora dai suoi versi - mai indulgenti all'elegante ma sterile divagazione figurativa, ovviamente per innato positivismo e non per insufficienza di respiro - dice, prima di tutto, quanto sia essenziale la sua percezione nella ricerca del giusto linguaggio, sia espresso con la penna o col pennello; e ciò perché tale ricerca è intesa e condotta come verifica della validità del “mezzo” con cui si manifesta la sua capacità creativa, rispetto al rigoroso ordinamento dato ai propri principi e convinzioni, quasi fosse impegnata a dimostrarne la fondatezza, affinché ne tragga l'artista un senso di rigenerazione spirituale ove attingere nuova, stimolante verità.

E questo, forse, depone conclusivamente sulla vibrante umanità di Saetti la cui emotività è sovente vulnerata e sopraffatta dal mistero della vita col suo fluire “pulsante” e predestinato. La stessa vita impetuosa e impietosa che per lui scorre “pulsante” anche di sopraterreno e d'ineluttabile; che alimenta inesauribili ricordi antichi e struggenti che si identificano in nomi cari e tenere, sembianze, ingigantiti, trasfigurati dal rimpianto e ansiosamente scrutati dalla memoria nella ricorrente evocazione. La stessa vita davanti alla quale, però, si sente solo dominato temporaneamente, non vinto; perché profonda e invulnerabile è la fede che gli conforta l'anima e illumina la mente, rendendo mestamente consapevole di quanto ancora sia necessaria ai figli la sua esistenza, sopravvissuta atonica all'evento.

 
     
     
 

La calda umanità di Saetti, costituisce il filo conduttore dell'opera che ci accingiamo a valutare. Anzi, è l'elemento più costante del suo modo di essere e vivere, entrambi misurati, pacati, naturali perché razionalizzati dal solido pensiero che intuisce la necessaria continuità di gruppo, oltre la sorte individuale. Ma, al ricordo di quest'ultima, la sua logica emotiva si sfuma verso aree di puro spirito ;e s'interroga inquieto, orientando l'indagine, nel tempo indiviso e monotono ancora davanti, sul perché delle cose, come a raffrontare l'episodicità della vita del semplice uomo, con l'ininterrotta perenne vita dell'uomo cristiano.
Si può ritenere dimostrato, in Saetti, che la stupefacente armonia con cui egli integra distinte vocazioni culturali (da sempre “pulsanti” nel suo sangue, quali aspetti diversi di una medesima personalità artistica) non potrebbe mai essere raggiunta se non vi fosse, con la serietà d'impegno della sua intima ricerca, anche una straordinaria, illuminante tensione spirituale generatrice di grande ricchezza interiore, cui attingere inesauribile ispirazione in un continuo magico circolo d'interessi e sollecitazioni intercorrenti fra l'intelletto e la sua autentica anima, che vicendevolmente scambiano commoventi alte verità.

Questo volume realizza una scintillante fusione di momenti creativi irripetibili, nel campo della grafica e della poesia, di un artista poliedrico e sincero, vigoroso e umanissimo che offre alla nostra riflessione molto di più di quanto, di già eminente e pregevolissimo, colgano gli occhi o avverta lo spirito. La sua opera, sicuramente destinata a suscitare lo stesso fervido caloroso consenso che ha mosso il “Gerione” all'edizione, l'Azienda di Cura e Soggiorno di Montegrotto al patrocinio, critici e amici ad occuparsi della presentazione e a insistere per la pubblicazione, ci auguriamo preluda ad un ulteriore prossimo impegno in questa felice direzione.

Poiché il tempo meglio dirà, al di là del turbamento recato da alcuni pensieri di questa trasparente raccolta, quanto d'immutabile e profondamente poetico aleggi nei versi che sa scrivere Saetti.

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