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Santa Rita mostra mariana con le icone di Saetti
Il centro comunitario Santa Rita di Padova ospita
alla vigilia dell’apertura dell’Anno
mariano una mostra di icone dell’artista
Paolo Saetti sul tema: “La donna: Madre
dell’uomo e Madre di Dio”.
La
mostra, patrocinata dalla Multimedia Veneto e
dall’assessorato alla cultura del Comune
di Padova, propone, a partire da sabato 16 maggio,
una serie di icone moderne su legno, costruite
col metodo antico a lamine dorate, secondo la
tradizione orientale appresa da Saetti a Tessalonica
e nei tre monasteri greco-ortodossi del Monte
Athos.
Paolo Saetti, diplomatosi in paleografia gotico-latina,
ha insegnato per oltre un decennio alla scuola
d’arte di Mestre, ed è tra i fondatori
del gruppo Patavium, e del circolo artistico “Città
di Padova”.
La Difesa del Popolo - 1987
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Ultima
tappa del ciclo su Maria di Paolo Saetti: "Dai
frammenti ricostruisce il dialogo col Sacro"
È giunta alla sua ultima tappa la mostra
itinerante "L'Angelo e la Madre" di
Paolo Saetti, pittore e poeta dell'Ucai (Unione
Cattolica Artisti Italiani) padovana, che dopo
Santa Rita, Roma, Venezia, Vigonza, galleria La
Cupola a Padova, Villafranca Padovana, Thiene,
Este, Ospedaletto, espone le sue icone nel Duomo
dei militari - San Prosdocimo a Padova, fino a
domenica 9 ottobre.
Una
mostra ideata dall'artista e da don Enea Vanin,
parroco di Santa Rita, nel 1987, Anno della donna:
quale migliore occasione per celebrare la Madre,
la maternità, che della donna è
simbolo più autentico e che in Maria diviene
miracolo eterno?
Attraverso il supporto ligneo e la matericità
di una tecnica pittorica che premette diversi
livelli di lettura, Paolo Saetti, con le sue icone
moderne, propone un percorso neotestamentario
che si snoda per tappe fondamentali: Annunciazione,
Nascita, Fuga in Egitto, Presentazione al Tempio,
fino alla Crocifissione e alla Deposizione, in
cui continuo e viscerale è il legame con
la Madre, raggiungendo gli apici nelle raffigurazioni
della Madonna della Tenerezza, del Segno e nell'Odigitria.
È un continuo rivelarsi della sacralità
e dell'umanità dei Cristo e della Madonna,
attraverso un attento e preciso "uso"
di colori: rosso (divinità) e azzurro (umanità),
opportunamente scelti dal pittore, anche se in
una lettura diversa dai canoni tradizionali. Ma
nelle icone di Saetti, che colpiscono e attraggono
per luminosità e vivacità di toni,
c'è una storia che va al di là del
fatto, si ritrova il dramma dei "no"
degli uomini al Dio cristiano e dei "sì"
di Dio agli uomini, rivissuto attraverso la "frangibilità",
a cui l'artista è stato introdotto dal
suo maestro Giuseppe Urbani de Gheltof.
Compenetrazione tra materia e spirito.
Le opere appaiono infatti frantumate in tessere
riunite insieme, una frammentazione che assume
precisi significati di dolore e di gioia, perché
frangere è rottura ma anche e soprattutto
ricostruzione. Una frammentazione che avvicina
l'icona alle vetrate delle cattedrali gotiche,
evidenziamo maggiormente la compenetrazione tra
materia e spirito.
Colori, toni, luci riflessioni sono cifre di un
linguaggio pittorico pregno di significati, che
racconta la storia dell'umanità cristiana,
filtrata dall'esperienza di Saetti.
Nelle opere dell'artista rivive la tradizione
della pittura bizantina, l'eco delle icone viste
nei monasteri del Monte Athos, di Tessalonica
e Salonicco; ma trapela in particolare la sensibilità
dell'uomo dell'artista.
La
difesa del popolo - 1994 |
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Arte
come ricerca spirituale
“Intesa" s'intitola la mostra d'arte
sacra che s'inaugura domenica 21 maggio alle ore
11 al duomo dei militari San Prosdocimo a Padova.
Ad esporre le loro opere pittoriche e scultoree,
tre firme dell'Ucai padovana (Paolo Saetti, Maria
Grazia Cremesini, Carla D’Aquino), diverse
per elaborazioni formati e scelte iconografiche
eppure vicine nella ricerca spirituale: loro punto
“d’intesa”. L’arte concepita
come messaggio cristiano di fede è il punto
d'unione di questi artisti che si sentono responsabili
di portare la parola, in un modo personale, ma
che non sarebbe tale ed efficace se non vi fosse
Dio.
Paolo Saetti, interprete dell'iconografia cristiana
tramandata dalla cultura orientale bizantina,
rivendica scelte tecniche ed esecutive degli iconografi
cristiani, dandone una personale interpretazione,
che traspare nella realizzazione di icone che
riprendono le tematiche tipiche di questo mezzo
espressivo, ma ne rivivono la pienezza comunicativa
e devozionale in una lettura più moderna
in cui nulla è lasciato al caso: colori,
toni, luci, riflessi sono cifre di un linguaggio
pittorico che racconta la storia dell'umanità
cristiana.
Di
matrice mistica la produzione di Carla D'Aquino,
pittrice e scultrice, nelle cui opere riflette
una profonda e sentita intesa con il sacro, visto
quale evento metafisico, distaccato dalla mondanità
e contemporaneamente unito intimamente all'uomo.
Visioni oniriche, surreali per certi versi investono
i quadri di questa artista che unisce alla spiritualità
individuale un certosino impegno esecutivo.
Genuina, delicata, immediata è la sensibilità
che muove Maria Grazia Cremesini, scultrice che
propone alcune opere a conferma del forte interesse
per la materia, la forma per il "creare"
nel senso più concreto del termine: dal
materiale informe, anonimo, inerte, alla forma
definita, ricco di contenuto. Particolare attenzione
l'artista rivolge al tema della Maternità:
fatto umano che nasconde un mistero divino. L'arte
diviene preghiera e la preghiera testimonianza
di fede. La mostra rimarrà aperta fino
a metà giugno, tutti i giorni dalle 8 alle
12.
La
difesa del popolo - 1995 |
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I
frammenti di un dialogo
Al Duomo dei Militari – San Prosdocimo di
Padova, un nuovo appuntamento con l’arte
sacra: ad esporre, dal 29 ottobre al 16 novembre,
è l’artista padovano Paolo Saetti.
Noto
per l’attenzione dedicata alle icone della
tradizione russo-bizantina, la tematica iconica,
producendo tavole lignee che recuperano contemporaneamente
la lucentezza delle vetrate dipinte.
Sono icone moderne caratterizzate dalla frammentazione
dell’immagine, indice di un dialogo aperto
con il sacro, un dialogo che vede contrapposto
l’uomo con le sue paure ed insicurezze a
Dio, presenza affermativa e certa.
Una
compenetrazione tra materia e spirito supportata
da un attento dosaggio dei colori e della luce.
Nelle icone di Saetti si recupera una storia che
va al di là del fatto, una rivisitazione
della tradizione bizantina che fa eco alle opere
sacre dei monasteri del monte greco-ortodossi.
La
difesa del Popolo - 1995 |
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