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RECENSIONI - FERNANDO PILLI
 
 

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La prima impressione è che Saetti si oppone, e lo dimostra coi fatti, all’arte piacevolmente superficiale, perché vuole investire la coscienza stessa. Dipinge con la certezza di adempiere ad una missione, non per conquistare il pubblico (che è già dalla sua), ma perché rifugge dal ricorrere ad effetti che implicano soltanto l’abilità, cioè il truccio tecnico o la moda corrente. Perciò il suo nome si distacca, e si potrà ricordare in seguito, non per composizioni galanti, ma per il messaggio di gentilezza profonda, rispetto del pensiero, delle proporzioni, dell’arte sensitiva e musicale. La larghezza del comporre a grandi masse, con dolci contrasti di luci ed ombre, nella ricerca coloristica che proscrive l’abuso di procedimenti decorativi, si fa essenziale e sintetica, ed esplicita con chiaro intendimento, il fuoco dell’amore e la sintonia dei sentimenti che nascono dal continuo dialogo con sé stesso ed il mondo circostante.

Inutile, però cercare in lui il “paesaggista”: è solo un fantasioso, per quanto moderato, interprete dei pluralismo dei sentimenti umani, trasfusi nei temi, dignitosi perché reali, di volti, specie infantili e femminili, di fiori, di atmosfere; il tutto baluginante stati d’animo densi o rarefatti, squisitamente delicati e comprensibili.

La svariata schiera di critici ha visto la sua opera sotto i diversi aspetti, che, però, anche a prescindere dalla validità d’impostazione tecnico-artistica, viene definita come qualificante un vasto settore della pittura italiana. Ricordo con piacere il critico francese, Baudelaire, che all’apertura della mostra, ha detto: “Questi quadri hanno una grazia ed una freschezza che affascinano al primo sguardo. Essi comunicano immediatamente all’occhio dello spettatore, il sentimento originale di cui sono compenetrati.

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Si nota una "simbiosi" stupenda dell'autore nelle sue creazioni, che, pur sembrando contenute in un'aria accarezzata di romanticismo, svolgono invece un ruolo "liberatorio" di impressioni multiple e congiunte, come Il desiderio di aprire gli occhi al sole, di sentirsi trasformati dai colori del fiore, di respirare l'aria ossigenata del giardino.

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