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RECENSIONI - IL MATTINO
 
  Otto artisti padovani alla Galleria Berica Bacchiglione  
     
 

Nell'ambito degli scambi culturali Ucai tra Padova e Vicenza, la galleria d'arte "il Bacchiglione" di Vicenza (piazza Duomo) ospita fino a giovedì 30 marzo una mostra di otto artisti padovani. L'iniziativa segue la mostra che altrettanti artisti vicentini hanno allestito nella galleria d'arte padovana "La Cupola" a dicembre. Il gruppo di lavori ora esposto nel capoluogo berico coinvolge lo spettatore nella direzione del rapporto mutevole di ogni artista con la realtà progettuale, che qui si svolge dal verismo fiammingo all'immaginano, fino all'innesco d'una sorta di sogno, nello stesso tempo materiale e spirituale.

Gli otto artisti padovani espositori, che sono censiti nel Catalogo di Arte Triveneta, patrocinato dalla Regione Veneto, assemblano tendenze diverse dell'arte pittorica: dal linguaggio fantastico e coloristico ritrovato in natura di Massimiliana Bettiol, che esalta un espressionismo romantico che trae e fonda le proprie radici nella cultura ad alto livello, a quello fiammingo-verista di Antonio Bevilacqua, lirico sottile nelle sue bellissime nature morte. Luca Fassanelli, presente con delicati e suggestivi “affreschi strappati” come momenti di riflessione e verifica culturale, si oppone a Oscar Nalin, presidente del gruppo “amici di Annigoni”, che espone quattro opere di finissima fattura impressionistica (molto apprezzato in particolare un suo “bimbo che legge”). Primo Pegoraro, molto noto con i suoi eleganti “giochi” di chine colorate, si pone all'interno di una poetica, molto ammirata, di “rifrazioni luminose”, che affascinano lo spettatore. Paolo Saetti è presente con le sue “icone moderne” su legno, di una raffinatezza e una preziosità peculiari, e una tela dipinta con la trepidazione di chi si sente umilmente al cospetto dei Divino.

Alfredo Sandoli coniuga stupendamente le “sensazioni” con la essenzialità del simbolo, con espliciti riferimenti alla molteplicità dei livelli artistici, acquisita attraverso una sapiente esperienza pittorica. Infine Milù Spanio Michetti, ultima ma solo in ordine alfabetico, gioca con il lirismo verista, attraverso una costruzione “metafisica” di un universo, soprattutto marino, con un realismo magico di arcana suggestione. Insomma, una mostra di quelle bene organizzate, sotto la regia della professoressa Soardi e dei professar Magnabosco, che contribuisce ad avvicinare il pubblico all'arte e che tende alla valorizzazione e alla promozione dell'arte contemporanea, in questo difficile momento storico.

“Il mattino di Padova” - 1989

 
  Mostra itinerante a Teolo: Icone moderne - "L'Angelo e la Madre" di Saetti  
     
 

Dopo il successo con cui è stato accolto a Roma, Padova, Este, Vicenza, Thiene, Villafranca Padovana e al Tresto di Ospedaletto, il ciclo di icone moderne realizzato dall’artista Paolo Saetti con il titolo “L’Angelo e la Madre” viene esposto da sabato 9 a martedì 12 ottobre a Teolo, presso villa Cavalli, nell’ambito della sagra tradizionale con il patrocinio del Comune.


Le 35 opere del pittore padovano, alcune delle quali di grandi dimensioni, seguono il percorso classico del Nuovo Testamento: nascita, fuga in Egitto, presentazione al Tempio, fino alla raffigurazione della crocifissione e deposizione e ai vari archetipi della Madonna della tenerezza, del segno e della Madonna Odigitria, con in primo piano il Cristo Pantocrator.


La mostra, che dopo Teolo verrà esposta nella chiesa francescana di Marghera dove è parroco padre Leone, già parroco a San Francesco di Padova, è presentata criticamente da padre Angelo Polesello, consulente nazionale degli artisti cattolici dell’Ucai.

“Il mattino di Padova” - 1993

 
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